Bridge the Gap: il progetto evolve a livello territoriale per rafforzare i percorsi di presa in carico in emato-oncologia.

Dopo il Blood Cancer Summit 2025, il progetto Bridge the Gap entra in una nuova fase, sviluppandosi attraverso una serie di incontri regionali con l’obiettivo di analizzare, confrontare e migliorare i percorsi di presa in carico dei pazienti con neoplasie ematologiche.

Il progetto nasce da un percorso avviato negli anni precedenti, che ha portato alla mappatura delle principali criticità presenti nel sistema sanitario italiano nella gestione dei tumori del sangue. Le attività di analisi e confronto multi-stakeholder hanno permesso di identificare una serie di gap strutturali e organizzativi, successivamente raccolti in un Documento condiviso, con l’obiettivo di orientare interventi di miglioramento.

Bridge the Gap si configura quindi come un progetto che non si limita alla descrizione delle criticità, ma si pone l’obiettivo di costruire soluzioni, favorendo il dialogo tra clinici, istituzioni, manager sanitari, associazioni di pazienti e altri stakeholder del sistema salute.

 

Dall’analisi nazionale all’azione nei territori

Nel 2026, il progetto assume una dimensione operativa ancora più concreta attraverso un percorso regionale, che prevede la realizzazione di incontri in diverse regioni italiane.

Questi appuntamenti rappresentano spazi di confronto multidisciplinare in cui:

  • analizzare le specificità dei contesti regionali;
  • condividere esperienze e modelli organizzativi;
  • favorire il dialogo tra i diversi attori coinvolti nella presa in carico;
  • raccogliere evidenze e contributi utili alla costruzione di proposte di miglioramento.

Parallelamente, il progetto prevede una survey multi-stakeholder finalizzata a indagare in modo comparativo i servizi assistenziali nei diversi contesti regionali, con un focus su ambiti chiave come:

  • assistenza psicologica;
  • supporto nutrizionale;
  • accesso a test e terapie innovative;
  • servizi territoriali; cure di supporto;
  • percorsi formativi e informativi per pazienti e caregiver.

L’obiettivo è costruire una lettura integrata delle differenze territoriali e contribuire alla definizione di modelli di presa in carico più equi, accessibili e sostenibili.

 

Il valore del confronto multi-stakeholder

Uno degli elementi distintivi del progetto è la capacità di attivare un confronto strutturato tra stakeholder diversi.

I tavoli regionali coinvolgeranno:

  • medici emato-oncologi;
  • farmacisti ospedalieri;
  • manager sanitari;
  • rappresentanti istituzionali;
  • associazioni di pazienti;

con l’obiettivo di analizzare i gap presenti nei percorsi di cura e individuare soluzioni che tengano conto sia delle evidenze cliniche sia delle esigenze organizzative e dei bisogni reali.

In questo senso, Bridge the Gap si colloca in uno spazio specifico: quello in cui l’analisi dei sistemi sanitari incontra l’esperienza concreta dei pazienti.

 

La dimensione narrativa: riportare al centro la persona

Accanto alla dimensione scientifica ed organizzativa, il progetto integra anche una componente narrativa e culturale, che rappresenta un elemento distintivo.

Durante gli incontri regionali saranno presentati:

  • il cortometraggio QUI ORA,
  • la mostra fotografica IO SONO QUI,

due opere nate dalle testimonianze di pazienti e caregiver, che restituiscono la dimensione più profonda dell’esperienza di malattia.

QUI, ORA traduce in linguaggio visivo ed espressivo vissuti spesso difficili da raccontare, trasformando l’esperienza del paziente in un racconto che va oltre la dimensione clinica.
IO SONO QUI, attraverso immagini e suoni, costruisce una memoria condivisa fatta di emozioni, relazioni e identità.

Questi strumenti contribuiscono a colmare il divario tra sapere e sentire, tra dato clinico ed esperienza vissuta, favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione.

 

Verso una nuova fase del progetto

Il percorso 2026 si articolerà in più fasi:

  • survey multi-stakeholder;
  • roadshow regionale;
  • restituzione dei risultati a livello nazionale nel Blood Cancer Summit.

L’obiettivo è duplice: da un lato analizzare in modo strutturato le criticità esistenti, dall’altro costruire proposte concrete per migliorare l’esperienza del paziente nella navigazione del sistema sanitario.

 

Conclusione

Bridge the Gap rappresenta un modello progettuale che integra analisi, confronto e narrazione.

Un approccio che riconosce come la qualità della presa in carico non dipenda esclusivamente dalle scelte cliniche, ma dalla capacità del sistema di costruire percorsi coerenti, dunque realmente centrati sulla persona.

È in questo spazio – tra organizzazione, esperienza e visione – che il progetto continua a svilupparsi, con l’obiettivo di contribuire a un’evoluzione concreta del sistema salute.

 

Il Progetto BRIDGE THE GAP è realizzato in collaborazione con La Lampada di Aladino ETS.

scopri di più sul progetto

BLOOD CANCER SUMMIT 2025