ARTICOLO | DATA 09.02.26 | 4 minuti di lettura
Attività fisica adattata in oncologia
Dalla valutazione del paziente alla programmazione dell’esercizio
Attività fisica adattata in oncologia: dalla valutazione del paziente alla programmazione dell’esercizio
Negli ultimi anni, l’attività fisica ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel percorso di cura delle persone con diagnosi oncologica. Tuttavia, parlare di esercizio fisico in questo contesto richiede di superare approcci semplificati e generalisti, per riconoscerne la complessità clinica, funzionale e organizzativa.
Come evidenziato nel Report ISHEO – FIT TO WIN 2025, l’attività fisica in oncologia non può essere considerata un intervento standard, ma deve configurarsi come attività fisica adattata, costruita a partire da una valutazione strutturata del paziente e integrata nel lavoro dell’équipe multidisciplinare
Oltre il “fare movimento”: il valore della valutazione
Nel paziente oncologico, la prescrizione dell’esercizio fisico non può prescindere da una valutazione clinica e funzionale accurata.
Il Report sottolinea come ogni persona presenti caratteristiche specifiche legate a:
È a partire da questa valutazione che diventa possibile programmare un’attività fisica realmente appropriata, sicura ed efficace, evitando il rischio di interventi non adeguati o potenzialmente dannosi.
Il ruolo del chinesiologo nell’équipe multidisciplinare
Uno degli elementi centrali del Report FIT TO WIN 2025 è il riconoscimento del ruolo del chinesiologo come professionista chiave nella progettazione e nella conduzione dell’attività fisica adattata.
Inserito all’interno dell’équipe multidisciplinare, il chinesiologo:
Questo approccio consente di valorizzare l’attività fisica non come intervento accessorio, ma come componente strutturata del percorso di presa in carico del paziente oncologico
Benefici clinici e qualità della vita
Le evidenze scientifiche richiamate nel Report mostrano come l’attività fisica adattata possa incidere positivamente su diversi aspetti del percorso oncologico, contribuendo a:
Il beneficio non risiede quindi nella semplice attività motoria, ma nella corretta programmazione dell’esercizio, calibrata considerando il quadro clinico e inserita in un contesto assistenziale coordinato.
Una sfida culturale e organizzativa
Nonostante il crescente consenso scientifico, l’integrazione dell’attività fisica adattata nei percorsi oncologici incontra ancora ostacoli di tipo:
Il Report evidenzia come la vera sfida sia oggi quella di riconoscere l’attività fisica adattata come parte integrante della cura, richiedendo modelli organizzativi, competenze dedicate e un dialogo strutturato tra professionisti sanitari, istituzioni e territori
FIT TO WIN: una visione integrata della cura
È in questo contesto che si inserisce il progetto FIT TO WIN, che promuove una visione dell’attività fisica come intervento personalizzato, multidisciplinare e basato su evidenze, capace di rispondere ai bisogni reali dei pazienti oncologici.
Ripensare l’attività fisica in oncologia significa, in ultima analisi, ampliare il concetto stesso di cura: non solo trattamento della malattia, ma attenzione alla funzionalità, alla qualità della vita e alla persona nella sua interezza.
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