ARTICOLO | DATA 19.03.2026 | 1 minuto di lettura
Convegno Nazionale - UROTHELIAL CANCER CHALLENGE
Il confronto promosso con il progetto Urothelial Cancer Challenge.
Il Convegno Nazionale del progetto Urothelial Cancer Challenge (UCC) del 19 marzo scorso ha rappresentato un momento di sintesi di un percorso durato un anno, ma soprattutto un’occasione per mettere a fuoco una trasformazione in atto nel percorso di cura dei pazienti con tumore della vescica.
La cura dei pazienti con tumore della vescica, infatti, sta attraversando una fase di profondo cambiamento: l’innovazione terapeutica ha aperto nuove prospettive, ma allo stesso tempo sta richiedendo un ripensamento dei modelli organizzativi e dei percorsi di presa in carico assistenziale dei pazienti.
Una patologia ad alto impatto sanitario, che richiede maggiore attenzione
“Importantissima su un tema di grande impatto sociale, quello del cancro della vescica, un problema che riguarda ogni anno 300.000 italiani che vengono coinvolti da questa malattia che richiede un approccio assolutamente integrato dal paziente. Un approccio che coinvolge varie professionalità, vari professionisti e che vede poi una presa in carico dell’ammalato che va avanti per il corso di tutta quanta la vita del paziente.”
— Prof. Giuseppe Carrieri
Grazie all’innovazione e agli impatti di quest’ultima sul percorso assistenziale, il carcinoma uroteliale si conferma quindi una patologia che non può essere letta solo in chiave clinica, ma che ora più che mai necessita di una visione sistemica, capace di integrare diagnosi precuce e appropriata, organizzazione sanitaria e gestione della cronicità.
Un progetto costruito sull’ascolto
“L’incontro si è appena concluso ed è andato molto bene. Siamo soddisfatti anche dei feedback che abbiamo ricevuto. Il nostro approccio è sempre quello: raccogliere feedback e insight da una platea multistakeholder.”
— Davide Integlia
Il convegno ha rappresentato la conclusione di un percorso articolato, basato su survey, webinar e momenti di confronto progressivo, che hanno coinvolto una pluralità di attori del sistema salute.
Innovazione terapeutica: una discontinuità storica
“Io credo che il tema più importante di oggi sia stato accendere una luce su una malattia – come il Carcinoma uroteliale della vescica – che in questi ultimi due anni sta avendo uno sviluppo mai registrato prima. Considerando che per questa malattia il trattamento è stato fermo per circa quarant’anni, ora si riapre una finestra interessantissima in tutti gli ambiti.”
— Dott.Fabio Calabrò
Dopo decenni di stabilità terapeutica, il carcinoma uroteliale entra quindi in una fase di evoluzione significativa, che apre nuove opportunità ma richiede anche nuovi modelli di gestione.
L’innovazione non è neutra
“È stato un evento particolarmente rilevante perché si è potuto dibattere su come l’innovazione nel trattamento del tumore della vescica stia cambiando anche le esigenze organizzative, sia a livello regionale che a livello locale.”
— Davide Integlia
L’introduzione di nuove terapie modifica direttamente le esigenze organizzative del sistema, rendendo necessario un adattamento dei modelli decisionali e dei percorsi.
La diagnosi precoce resta un nodo centrale
“Per noi è prioritario che si possa arrivare ad una diagnosi precoce. Come? Dando importanza al primo sintomo veramente fondamentale che è quello del sangue nelle urine, per poi successivamente arrivare ad una presa in carico multidisciplinare.”
— Daniela Girardo
La diagnosi precoce continua a rappresentare un elemento determinante per migliorare gli esiti e orientare correttamente il percorso di cura.
La multidisciplinarietà come condizione di qualità
“Il team di cura prevede una serie di figure: urologo, oncologo, infermiere, case manager, anatomopatologo, patologo, radioterapista e anche farmacista. Inoltre sappiamo che le farmacie ospedaliere sono dotate di strutture per garantire al meglio criteri di accesso alle terapie.”
— Dott. Paolo Schincariol
Il ruolo della farmacia ospedaliera emerge come elemento chiave per garantire appropriatezza e sostenibilità.
L’oncologia di genere come area di attenzione
“È importante oggi parlare di tumori della vescica perché è un ambito in cui stiamo assistendo ad una rivoluzione copernicana. Le donne subiscono un ritardo diagnostico spesso consistente che toglie prospettive di guarigione di vita.”
— Prof.ssa Rossana Berardi
L’attenzione alle differenze di genere si configura come un elemento sempre più rilevante nella gestione della patologia.
Oltre il progetto: il ruolo dei contesti regionali
“Ci auguriamo che tutto questo continuerà anche guardando più da vicino i contesti regionali…”
— Davide Integlia
Il livello regionale rappresenta lo snodo fondamentale per tradurre l’innovazione in pratica, attraverso strumenti come PDTA e modelli di programmazione sanitaria.
Conclusione
Il progetto Urothelial Cancer Challenge evidenzia come il valore dell’innovazione non risieda solo nelle nuove terapie, ma anche nella capacità del sistema sanitario di integrarle.
È in questo spazio — tra evidenza, organizzazione e accesso — che si gioca l’avanzamento degli outcome sanitari dei pazienti, come in questo caso quelli con tumore della vescica
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