Attività fisica adattata in oncologia: dalla valutazione del paziente alla programmazione dell’esercizio

Negli ultimi anni, l’attività fisica ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel percorso di cura delle persone con diagnosi oncologica. Tuttavia, parlare di esercizio fisico in questo contesto richiede di superare approcci semplificati e generalisti, per riconoscerne la complessità clinica, funzionale e organizzativa.

Come evidenziato nel Report ISHEO – FIT TO WIN 2025, l’attività fisica in oncologia non può essere considerata un intervento standard, ma deve configurarsi come attività fisica adattata, costruita a partire da una valutazione strutturata del paziente e integrata nel lavoro dell’équipe multidisciplinare

 

Oltre il “fare movimento”: il valore della valutazione

Nel paziente oncologico, la prescrizione dell’esercizio fisico non può prescindere da una valutazione clinica e funzionale accurata.
Il Report sottolinea come ogni persona presenti caratteristiche specifiche legate a:

  • tipologia e stadio della patologia;
  • trattamenti in corso o pregressi;
  • condizioni fisiche, funzionali e psicologiche;
  • presenza di comorbidità e fragilità.

È a partire da questa valutazione che diventa possibile programmare un’attività fisica realmente appropriata, sicura ed efficace, evitando il rischio di interventi non adeguati o potenzialmente dannosi.

 

Il ruolo del chinesiologo nell’équipe multidisciplinare

Uno degli elementi centrali del Report FIT TO WIN 2025 è il riconoscimento del ruolo del chinesiologo come professionista chiave nella progettazione e nella conduzione dell’attività fisica adattata.
Inserito all’interno dell’équipe multidisciplinare, il chinesiologo:

  • traduce le indicazioni cliniche in programmi di esercizio personalizzati;
  • monitora la risposta funzionale del paziente;
  • adatta progressivamente l’intensità e le modalità dell’esercizio;
  • contribuisce alla continuità del percorso tra fase terapeutica e recupero.

Questo approccio consente di valorizzare l’attività fisica non come intervento accessorio, ma come componente strutturata del percorso di presa in carico del paziente oncologico

 

Benefici clinici e qualità della vita

Le evidenze scientifiche richiamate nel Report mostrano come l’attività fisica adattata possa incidere positivamente su diversi aspetti del percorso oncologico, contribuendo a:

  • migliorare la tolleranza ai trattamenti;
  • ridurre fatigue e sintomi correlati alle terapie;
  • preservare la funzionalità fisica;
  • sostenere il benessere psicologico e l’autonomia della persona.

Il beneficio non risiede quindi nella semplice attività motoria, ma nella corretta programmazione dell’esercizio, calibrata considerando il quadro clinico e inserita in un contesto assistenziale coordinato.

 

Una sfida culturale e organizzativa

Nonostante il crescente consenso scientifico, l’integrazione dell’attività fisica adattata nei percorsi oncologici incontra ancora ostacoli di tipo:

  • organizzativo,
  • culturale,
  • territoriale.

Il Report evidenzia come la vera sfida sia oggi quella di riconoscere l’attività fisica adattata come parte integrante della cura, richiedendo modelli organizzativi, competenze dedicate e un dialogo strutturato tra professionisti sanitari, istituzioni e territori

 

FIT TO WIN: una visione integrata della cura

È in questo contesto che si inserisce il progetto FIT TO WIN, che promuove una visione dell’attività fisica come intervento personalizzato, multidisciplinare e basato su evidenze, capace di rispondere ai bisogni reali dei pazienti oncologici.

Ripensare l’attività fisica in oncologia significa, in ultima analisi, ampliare il concetto stesso di cura: non solo trattamento della malattia, ma attenzione alla funzionalità, alla qualità della vita e alla persona nella sua interezza.

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